L’ARTE DELLA LENTEZZA

Ho buttato un sasso nello stagno della fretta. Gianfranco Zavalloniboy-477013_640

I bambini piccoli sono grandi maestri di lentezza.
Si incantano a guardare un paesaggio, ascoltano intensamente una melodia, riflettono con calma sulla risposta.
Hanno un ritmo tutto loro. E’ un ritmo lento, di scoperta, osservazione, tentativi ed errori.

Noi adulti li guardiamo e pensiamo che stiano perdendo tempo. Invece ne guadagnano perché assaporano fino in fondo ogni attimo.
Durante i miei corsi li guardo, senza dire niente, come prendono uno strumento, quanto sono concentrati, e subito mi rendo conto che mi sono fermata anch’io, che sto rallentando, sto assaporando anch’io la lentezza.
La mia mente si calma, il mio respiro è più lento. Li osservo e mi godo lo spettacolo.

nature-sunset-person-womanCapita che loro non si accorgano di niente, capita invece che si sentano osservati, volgono lo sguardo, ed è uno sguardo complice, mi invitano a giocare con loro, mi danno il permesso.
Il gioco è l’arte del qui ed ora, se senti lo scorrere del tempo significa che non stai giocando. Si può dire che è l’arte della lentezza. Non si può giocare di fretta!

Quante volte mettiamo fretta ai nostri bimbi?
Impostiamo ritmi che non sono i loro, facciamo le cose al posto loro perché siamo più veloci, ci sostituiamo in quegli atti che per loro sono scoperte: mettersi una maglietta, allacciarsi le scarpe, salire le scale….o scegliere uno strumento da un cesto pieno di giochi.

Con noi durante gli incontri ci sono sempre le mamme, dico loro di attendere, non c’è fretta, assaporiamo la lentezza. Anche l’azione di scegliere in un cesto lo strumento giusto, è un atto di crescita. Sta confrontando i suoni, le forme, capisce come si manipolano, quanto pesano, se gli servono una o due mani per farli suonare…esplora e cresce.
Con i suoi tempi.