La danza delle coccole – Prova a Montegalda

LA DANZA DELLE COCCOLE
Corso per neonati e mamme

Il corso è stato pensato per offrirti un momento di condivisione, di ascolto reciproco e di coccole con il tuo piccolo. Durante questo incontro potrai dedicarti al tuo bambino con giochi musicali, canzoni e movimento, sostenuta per tutto il tempo dal dolce suono dell’arpa.

E’ pensato per neonati dai 4 ai 12 mesi.

Al termine sarai libera di chiarire dubbi e ricevere maggiori informazioni sui principi teorici.

Sono disponibili due giorni per la lezione di prova:

Martedì 18 Settembre dalle 16:30 alle 17:00
Martedì 25 Settembre dalle 16:30 alle 17:00

Il corso partirà la prima settimana di Ottobre.

Scopri i dettagli, CLICCA QUI.

Presso:
Associazione Pop Corner 
Via Dino Cattaneo, 92 – Montegalda (VI)

Conduce: Alessia Bianchi, arpista e musicoterapeuta

Per prenotazioni e maggiori informazioni:
Associazione Pop Corner
Telefono: +39 0444 636597
Email: info@popcorner.academy

La danza delle coccole – Prova a Vicenza

LA DANZA DELLE COCCOLE
Corso per neonati e mamme

Il corso è stato pensato per offrirti un momento di condivisione, di ascolto reciproco e di coccole con il tuo piccolo. Durante questo incontro potrai dedicarti al tuo bambino con giochi musicali, canzoni e movimento, sostenuta per tutto il tempo dal dolce suono dell’arpa.

E’ pensato per neonati dai 4 ai 12 mesi.

Al termine sarai libera di chiarire dubbi e ricevere maggiori informazioni sui principi teorici.

Sono disponibili due giorni per la lezione di prova:

Giovedì 20 Settembre dalle 9:30 alle 10:15

Il corso partirà la prima settimana di Ottobre.

Scopri i dettagli, CLICCA QUI.

Presso:
Ballet Academy 
Via della Siderurgia 1, Vicenza

Conduce: Alessia Bianchi, arpista e musicoterapeuta

Per prenotazioni e maggiori informazioni:
Anna (Ballet Academy)
373 876 7477
annaballetacademy@gmail.com

Suona con la mamma – Prova a Vicenza

SUONA CON LA MAMMA
LEZIONI DI PROVA

Un corso di musica in cui giochi musicali, conte, filastrocche, canzoni e movimento aiuteranno il bambino a crescere felice e libero. Un luogo di incontro per le mamme per potersi confrontare e per potersi prendere un momento di gioco con il proprio piccolo, al di fuori della quotidianità.

Durante l’incontro di prova verranno proposti alcuni esempi di giochi presenti nel corso.

Al termine sarai libera di chiarire dubbi e ricevere maggiori informazioni sui principi teorici.

Hai la possibilità di scegliere tra diversi orari, di mattina o pomeriggio.
Il corso partirà, con l’orario da te scelto, la prima settimana di Ottobre.

Scopri i dettagli del corso, CLICCA QUI.

Giovedì 20 Settembre:
16:30 – 17:15 (per genitori e bambini da 2 a 4 anni)

Giovedì 27 Settembre:
16:30 – 17:15 (per genitori e bambini da 2 a 4 anni)

Presso:
Ballet Academy 
Via della Siderurgia 1, Vicenza

Conduce: Alessia Bianchi, arpista e musicoterapeuta

Per prenotazioni e maggiori informazioni:
Anna (direttrice di Ballet Academy)
373 8767477
annaballetacademy@gmail.com

Educare alla musica – Presentazione gratuita

EDUCARE ALLA MUSICA
Corso di formazione per insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia

PRESENTAZIONE GRATUITA
Mercoledì 11 ottobre 2017 – ore 20:30

Il corso avrà durata di 6 incontri nelle seguenti date:

18, 25 ottobre – 8, 15, 22, 29 novembre

Molto spesso si pensa che la musica sia un concetto che va tramandato, un sapere che la persona può acquisire solo tramite un insegnante. Questo pensiero limita il nostro agire con il bambino. Perché allora non partire da un altro pensiero? Ovvero che la musica è in ognuno di noi. Non è qualcosa da insegnare ma qualcosa da tirar fuori da ogni bambino, lasciandolo protagonista del proprio agire.

Questo percorso è pensato per insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria e per tutti gli educatori che hanno a che fare con la musica e i bambini.
Entreremo nel mondo musicale per scoprire cos’è il suono e quali sono i suoi parametri, quali giochi si possono inventare con i bambini e come la musica possa diventare un utile strumento per lo sviluppo psico-motorio dei piccoli.

Alla fine di ogni incontro verrà fornita una dispensa in pdf.
La conclusione del percorso prevede un attestato di partecipazione.

Scopri i dettagli degli incontri e le opinioni di chi ha partecipato, clicca qui.

Eventbrite - Educare alla musica
Oppure:
3472594327 – info@bianchialessia.com

Presso: M’io – Atelier del corpo e della mente
Contrà San Pietro 67 – Vicenza

Educare alla creatività – Tra Arte e Musica

shutterstock_451738021EDUCARE ALLA CREATIVITA’ – TRA ARTE E MUSICA
Corso di formazione per insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria

presso M’io – Atelier del corpo e della mente
Contrà San Pietro 67, Vicenza

Quando lavoriamo a contatto con i bambini è importante avere una chiara idea di quali siano i nostri obiettivi e cercare di raggiungerli seguendo modalità e tempi che favoriscano e accompagnino con dolcezza le esigenze di ognuno. Usare termini chiari e incoraggianti, essere coscienti del nostro stato emotivo e conoscere il più possibile le modalità di linguaggio da utilizzare con i bambini, ci rende educatori migliori, consapevoli e apprezzati.

Questo percorso vuole far riflettere sul grande tema dell’educazione e fornire strumenti semplici ma efficaci per farsi strada nel compito di accompagnamento alla crescita sana e felice dei bambini.

La musica, l’arte e la creatività sono strumenti meravigliosi e coinvolgenti che ci possono aiutare in questo complicato e delicato compito. Scoprire come usarli in maniera “non convenzionale”, ritrovare la nostra creatività sopita da scadenze, programmi e risultati, imparare ad ascoltarci e ad ascoltare, sono tutti temi fondamentali per riuscire a svolgere al meglio la nostra professione.

Il percorso è condotto da Alessia Bianchi, arpista, insegnante di musica e musicoterapeuta, che da anni si occupa di corsi e laboratori in musica per bambini e di corsi di formazione per insegnanti, per favorire uno sviluppo felice del bambino e un ascolto più consapevole del proprio corpo, e da Giulia Dal Lago, artista ed esperta in laboratori esperienziali con metodo arteterapia, che da anni crea e propone laboratori artistici esperienziali per bambini e adulti con lo scopo di sviluppare l’autostima e l’indipendenza, far emergere la felicità e la creatività nelle soluzioni della vita.

OBIETTIVI:

– Imparare a leggere nei bambini alcuni segnali ai quali molto spesso non prestiamo attenzione.
– Utilizzare in modo consapevole i suoni, la propria voce e il proprio corpo per una migliore comunicazione.
– Prepararsi all’ascolto senza giudizio per una migliore comprensione dei bisogni dei bambini.
– Riscoprire la propria creatività per utilizzare al meglio le risorse già presenti all’interno della scuola, diminuendo spese di materiali dando valore al riciclo ecologico.

Il percorso si svolgerà in quattro giornate, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:00.

PROGRAMMA COMPLETO:

  • 1° incontro – sabato 14 gennaio
    ASCOLTO, RISONANZA CORPOREA, COLORI E RISPOSTE EMOTIVE
    Cosa significa ascoltare, cos’è la risonanza corporea? Cosa dobbiamo sempre tenere a mente quando lavoriamo con i suoni? Come usarli e perchè. Che effetto hanno i colori sul nostro cervello? Come possono influire sulle nostre emozioni?
  • 2° incontro – sabato 18 febbraio 
    QUALE VISIONE ABBIAMO DEL BAMBINO?
    Per poter lavorare allo sviluppo sano e felice del bambino è utile porsi le giuste domande per eliminare il giudizio e far sì che ogni decisione educativa sia presa in consapevolezza.
    IL TIMBRO DEL SUONO.  COSTRUZIONE DI STRUMENTI CON MATERIALI DI RICICLO
    Ogni strumento musicale ha un diverso timbro sonoro. Come e con quali strumenti giocare per aiutare lo sviluppo del linguaggio del bambino e il suo orecchio musicale? Come mettere in pratica la propria creatività per costruire gli stessi strumenti con materiali di riciclo?
    IL RITMO, IL MOVIMENTO E IL SEGNO
    Giocare con il ritmo e il movimento unendolo al disegno libero aiuta lo sviluppo della coordinazione motoria del bambino. Quali giochi si possono inventare?
  • 3° incontro – sabato 25 marzo 
    SVILUPPO DEL BAMBINO E MATERIALI
    Quali sono le tappe evolutive del bambino e quali sono gli strumenti e i materiali adatti ad ogni età? Quali accorgimenti prendere in considerazione durante i giochi per uno  sviluppo naturale e felice?
    L’ALTEZZA DELLE NOTE
    Come è nata la scrittura musicale? Breve racconto di storia della musica con esempi pratici per portare i
    bambini al pentagramma con semplicità e sicurezza. Uso degli strumenti artistici come supporto per questo
    percorso di conoscenza
  • 4° incontro – sabato 29 aprile 
    LABORATORIO CREATIVO
    Un incontro totalmente esperienziale per  mettere in pratica gli argomenti affrontati  e per capire come superare i limiti della nostra mente e favorire la creatività.
    CREAZIONE DI UN LABORATORIO
    Lavoro di gruppo: progettazione e conduzione di un laboratorio.

Alla conclusione del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per ulteriori informazioni:
Alessia – 3472594327 – info@bianchialessia.com
Giulia – 3405321109 – dallago.giulia@gmail.com

M’io – Corsi e Laboratori 2016/2017

foto_fbPRESENTAZIONE GRATUITA dei
CORSI E LABORATORI 2016/2017 di Arte, Musica e Shiatsu.

Vieni a scoprire tutte le nostre proposte sabato 17 settembre, presso M’IO in Contrà San Pietro 67 a Vicenza!
La felicità è dietro l’angolo!

MATTINO:
10:00-10:30 – Corso “Suona con la mamma” per mamme e bambini dai 2 ai 5 anni. (Alessia)
10:30-11:00 – Corso “Le note sono otto” per bambini dai 6 ai 10 anni. (Alessia)
11:00-11:30 – Laboratori esperienziali artistici per bambini dai 4 ai 10 anni. (Giulia)
11:30-12:00 – Il giovedì creativo, percorso di conoscenza e creatività nel mondo dell’arte, per bambini dai 4 ai 10 anni. (Giulia)
12:00-12:30 – Incontri in arte per genitori e bambini (arteterapia come metodo). (Giulia)

POMERIGGIO:
15:00-15:30 – Yoga creativo, tra colori e fiabe. Cucina creativa, quando arte e cucina si incontrano. Per bambini dai 4 ai 10 anni. (Giulia)
15:30-16:00 – Laboratori musicali creativi per bambini dai 6 ai 10 anni. (Alessia)
16:00-16:30 – Percorso Crescendo, la felicità tra arte e musica, per bambini dai 3 ai 6 anni. (Alessia&Giulia)
16:30-17:00 – Incontri per mamme in attesa, arte e musica per rilassarsi. (Alessia&Giulia)
17:00-17:30 – Musicoterapia. Arte del suono. (Alessia)
17:30-18:30 – Shiatsu, do-in e stretching dei meridiani. (Arianna)

È gentilmente richiesta la prenotazione.
Le presentazioni sono riservate ai genitori. I corsi con i bimbi inizieranno dalla settimana successiva.

Per informazioni:
Alessia 3472594327
Arianna 3472107018
Giulia 3405321109
www.mioatelier.it

IL SILENZIO

La mia attenzione si rivolge al silenzio.
“Sei una musicista e non fai altro che parlare di silenzio! Possibile?”
Sì. Anzi, matematico.

Spesso, più di quanto vorrei, mi ritrovo in ambienti “inquinati acusticamente”. Esco per mangiare un boccone con amici e, immancabile, mi ritrovo a dover alzare il volume della voce per poter sovrastare quello della musica “ambient”. Spesso mi innervosisco, non riesco a concentrarmi sui discorsi, a volte senza nemmeno accorgermene. “Sei troppo uditiva” mi rispondono… Sarà per quello?

Esco per strada e sono bombardata di rumori che si intrecciano con i suoni: auto, urla, sirene, uccelli, foglie nel vento…
Entro in un negozio e persino le luci ronzano di continuo!
Sono a casa che scrivo questo articolo e… Il mio frigo! Zzzzzzzzzz… Dicono non ci sia rimedio, ahimè!

Ad ogni modo, ci avete mai fatto caso?

Personalmente sono sempre piuttosto attenta ai suoni che mi circondano, ma spesso mi dimentico di quale effetto abbiano sul mio corpo e sul mio stato emotivo.

Me ne sono ricordata durante la mia ultima settimana di vacanza. In un bellissimo borgo in Piemonte, in cui il suono più forte era il miagolio del gatto. E sapete cosa ho notato? Che il mio corpo ha mollato tutte le tensioni e, quasi immediatamente, mi sono ritrovata rilassata, moooolto rilassata.
Finalmente un luogo in cui sentivo persino il battito del mio cuore, un luogo in cui le voci erano misurate per non disturbare la quiete.

Dunque è il silenzio la cura contro lo stress?
Ho letto numerosi articoli, che impazzano sul web soprattutto all’inizio del periodo estivo, in cui si dice che il mare fa bene per il suo colore, per la sabbia sotto i piedi, e la montagna fa bene per il suo verde, per il contatto con la natura in mezzo al bosco.

Io sono giunta alla conclusione che entrambi fanno bene principalmente perché in questi luoghi predomina il SILENZIO. Ovvio non parlo di posti turistici in cui una spera di rilassarsi e invece…

Il grande assente del nostro tempo. Il silenzio.
Silenzio per il corpo significa non ricevere stimoli vibratori dall’esterno. Significa poter risuonare alla sua frequenza senza essere continuamente sballottato come una pallina da ping-pong. Significa poter respirare al nostro ritmo, camminare al nostro ritmo, vivere al nostro ritmo.

Ovviamente, dopo tutte queste riflessioni, il mio pensiero cade sui bambini.
Quanti stimoli ricevono senza esserne coscienti? Quanti suoni e rumori li avvolgono nella vita di tutti i giorni?
Non possiamo lamentarci se ci troviamo di fronte a generazioni che non riescono a concentrarsi, non riescono a fermarsi. Spesso non hanno avuto modo di conoscere una cosa per volta, di restare immobili a non fare niente.

Fortunatamente sono cresciuta in un periodo in cui la tecnologia non aveva ancora preso il sopravvento.
I miei giochi preferiti erano giochi in cui l’immaginazione riusciva a volare: bastava un pezzo di stoffa o una molletta per i panni. Facevo una cosa alla volta, non ero multitasking (al giorno d’oggi potrebbe essere un problema, vero?).

Perché non ricreare situazioni simili per i nostri bambini?
Momenti in cui non gli si chieda di fare mille cose insieme. Momenti in cui i suoni siano autentici e non artificiali. Momenti in cui i rumori diventino giochi e non frecce per colpire un bersaglio.
È ancora possibile, basta diventare coscienti di ciò che ci circonda e modificare le situazioni. Spesso significa più fatica ma ne vale la pena, non solo per loro.

Alcuni suggerimenti? Potranno sembrare banali ma spesso ce ne dimentichiamo perché sono troppo “semplici”:

– Cantate con loro, senza l’ausilio tecnologico. Solo voi, loro e la vostra voce, anche se è stonata.
– Portarteli in luoghi fuori dalla città, vicino al silenzio, per ricaricarli di energia.
– Se urlano, la risposta non deve essere un urlo, provate a controllare il tono della vostra voce.
– Abbracciateli e coccolateli, senza dire niente.
– Ascoltate le loro domande o i loro discorsi in silenzio, senza suggerire le parole o la fine della frase. Date a loro e a voi stessi il tempo.

Il tempo… Anche questo è un grande assente del nostro mondo. Ma queste sono altre riflessioni 😉

Percorso crescendo – Presentazione gratuita

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PRESENTAZIONE GRATUITA riservata ai genitori
PERCORSO CRESCENDO – La felicità tra arte e musica

Per bambini dai 3 ai 6 anni

Sabato 17 settembre – dalle 16:00 alle 16:30
presso M’io – Atelier del corpo e della mente
Contrà San Pietro 67, Vicenza

Un nuovo percorso nato dalla collaborazione con Giulia Dal Lago, artista ed esperta in laboratori esperienziali con metodo arteterapia.
Abbiamo entrambe la stessa visione di “crescita sana e felice” del bambino e, unendo le nostre idee e le nostre conoscenze nell’arte e nella musica, è nato un percorso per i più piccoli in grado di accompagnarli durante questa bellissima strada di conoscenze.

Durante la presentazione ti verranno esposti i principi del corso e sarai libero di fare le domande per chiarire i tuoi dubbi.

E’ gradita la prenotazione:
Alessia – 3472594327 – info@bianchialessia.com

Educare alla musica

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Corso di formazione per insegnanti

Molto spesso si pensa che la musica sia un concetto che va tramandato, un sapere che la persona può acquisire solo tramite un insegnante. Questo pensiero limita il nostro agire con il bambino.

Perché allora non partire da un altro pensiero?
Ovvero che la musica è in ognuno di noi. Non è qualcosa da insegnare ma qualcosa da tirar fuori da ogni bambino, lasciandolo protagonista del proprio agire.

Questo corso di formazione in musica è pensato per insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria e per tutti gli educatori che hanno a che fare con la musica e i bambini.
Entreremo nel mondo musicale per scoprire cos’è il suono e quali sono i suoi parametri, quali giochi si possono inventare con i bambini e come la musica possa diventare un utile strumento per lo sviluppo psico-motorio dei piccoli.

Il corso di formazione Educare alla musica prevede incontri che sviluppano sia la parte teorica che quella pratica:

1° incontro – Cos’è il suono e la risonanza; il grembo materno e la prima orchestra
2° incontro – Il timbro del suono; le vocali e le consonanti; gli idiofoni
3° incontro – L’intensità del suono; gli accenti della parola; parole e musica
4° incontro – Cos’è il ritmo; movimento e musica; euritmia
5° incontro – La durata del suono; dal suono al segno
6° incontro – L’altezza dei suoni; accenni di storia della scrittura musicale; note e pentagramma

Alla fine di ogni incontro verrà fornita un dispensa in pdf.
Alla conclusione del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Leggi le opinioni di chi ha partecipato:

“Il corso è stato molto interessante. L’argomento “musica” mi è piaciuto trattato in questo modo, un modo diverso da come ne ho sentito parlare (solo note, spartiti, canzoni). Mi è piaciuto l’approccio, il coinvolgimento del CORPO, il riferimento al mondo bambino (molto utile per il mio lavoro).
Mi è piaciuto sperimentare, inventare, giocare coi suoni e con il corpo. E’ stato un corso non solo utile per il mio lavoro, ma anche per ME.”

“Questo corso mi ha aperto un mondo nuovo di considerare la musica. Mi ha ricordato che tutto parte dall’esperienza corporea e che quello che ho messo in pratica con i bambini ha avuto successo ed è stato efficace. Sono stati utili gli spunti pratici e bello il clima generale.”

“Questi incontri di approfondimento sono stati molto utili soprattutto sulla ritmica e sul suono. Le spiegazioni sono state molto esaustive, semplici e comprensive nelle frasi.”

“Sono molto soddisfatta del corso perché mi ha permesso di approfondire e comprendere alcuni concetti riferiti alla musica a me sconosciuti o poco chiari.
La parte più interessante per me è stata quella relativa alle lettere dell’alfabeto correlate alla natura e al corpo: la loro etimologia in qualche modo.
Sia la comunicazione che i tempi per la comprensione dei concetti proposti ad ogni incontro, a mio avviso erano adeguati ai nostri ritmi di apprendimento.
Grazie per averci aperto una porta (o meglio un portone) sul mondo della didattica della musica!”

“Molto positivo l’aver avuto molti spunti che ho subito potuto provare sul campo e che sono utilizzabili anche tutti i giorni con i bambini. Anche la base teorica è stata utile, in quanto rende più consapevoli di ciò che si sta facendo e quindi aiuta a proporre ai bambini nel modo più giusto gli argomenti.
Sei sempre stata molto brava a spiegare, a farci divertire e, grazie all’esperienza, a farci rendere conto di ciò che possono provare i bambini quando sperimentano, e dei limiti e delle difficoltà che possiamo provare anche noi.”

“Questi 6 incontri sono stati un’ottima base di partenza. Mi hanno dato nozioni tecniche utili ad elaborare attività con i bambini.”

“Il corso è stato molto interessante, con spunti e idee nuove facilmente attuabili a scuola. Le spiegazioni sono state chiare. Molto interessante anche la parte teorica che decisamente mi mancava o comunque non ricordavo perché studiata un pò di tempo fa.”

“La conduzione delle lezioni mi è piaciuta e ottima idea l’invio del riassunto finale dopo ogni lezione che è una sorta di mini dispensa. Il fatto di non essere un insegnante mi rende più distante l’applicazione diretta e la parte di didattica in classe, anche sulla gestione della dinamica di classe. 
Applicherò a breve e il più possibile in altri ambiti”

“Mi è piaciuto il tuo approccio alla musica e il tuo metodo d’insegnamento. Le parti esperienziali mi hanno molto colpita e hanno rivoluzionato il mio modo di insegnare. Questo corso mi ha dato molti spunti creativi per insegnare o meglio praticare a mia volta le stesse cose che abbiamo affrontato.”

Un, due, tre, tocca a te!

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La felicità tra arte e musica

Per genitori e bambini dai 2 ai 5 anni
presso M’io – Atelier del corpo e della mente
Contrà San Pietro 67, Vicenza

6 incontri da un’ora, tutti i lunedì pomeriggi dalle 17:00 alle 18:00
IL PRIMO INCONTRO E’ GRATUITO DI PROVA

Un nuovo percorso nato dalla collaborazione con Giulia Dal Lago, artista ed esperta in laboratori esperienziali con metodo arteterapia.
Abbiamo entrambe la stessa visione di “crescita sana e felice” del bambino e, unendo le nostre idee e le nostre conoscenze nell’arte e nella musica, è nato un percorso per i più piccoli e per i loro genitori in grado di accompagnarli durante questa bellissima strada di conoscenze.

Crediamo fortemente che per il bambino sia fondamentale avere la libertà di esplorare manualmente più materiali possibili. Si deve inoltre riuscire a metterlo nella condizione di poter esprimere la propria creatività e fantasia libero dal giudizio dell’adulto e libero da uno scopo finale, semplicemente lasciandolo sperimentare ciò che sta accadendo.

La presenza del genitore rafforza il legame affettivo tramite la condivisione di momenti di gioia e la complicità che si crea durante i giochi proposti. Tutto ciò che accade durante gli incontri può essere utilizzato come spunto per attività da riproporre nel quotidiano.

Fondamentale per noi è l‘ascolto del proprio corpo, che comprende la percezione dello spazio e la coordinazione motoria. Tutto ciò che può portare attenzione ai movimenti e può aiutare il bambino nell’autonomia motoria, tutto ciò che lo apre all’ascolto con il mondo e con se stesso, diventa uno strumento indispensabile per una sua crescita sana e felice.

Ogni incontro prevede delle attività specifiche di arte, musica e attività creative e motorie per favorire lo sviluppo di questi 7 grandi temi:

  • Coordinazione motoria
  • Sviluppo del linguaggio
  • Creatività
  • Fantasia
  • Ascolto del corpo
  • Conoscenze
  • Relazione genitore-bimbo

Gli argomenti verranno affrontati, prendendo spunto da ogni tema, focalizzandosi di più dove necessario e lasciando il tempo al bambino di esplorare e far sue le conoscenze acquisite.

Esempi di attività proposte:

  • Uso di strumenti musicali idiofoni quali campanelli, maracas, legnetti e molti altri
  • Creazione con la creta, l’argilla
  • Manipolazione della farina
  • Creazione e colorazione dei mandala
  • Giochi di movimento euritmico libero
  • Giochi con i numeri e le costruzioni
  • Invenzioni di favole e musica
  • I colori e i chakra
  • Yoga creativo e meditazioni guidate
  • Ascolto del proprio corpo tramite la risonanza dell’arpa
  • Costruzione di strumenti musicali con materiali di riciclo
  • Piccolo orto in giardino (durante la bella stagione)
  • Le lettere, i suoni e i giochi della bocca
  • Gli origami
  • Il mio respiro, giochi di ascolto

Per ulteriori informazioni:
Alessia – 3472594327 – info@bianchialessia.com
Giulia – 3405321109 – dallago.giulia@gmail.com

Musicoterapia, arte del suono – Conferenza

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Sabato 17 settembre 2016 – dalle 17:00 alle 17:30
presso M’io – Atelier del corpo e della mente
Contrà San Pietro 67, Vicenza

Una conferenza per inoltrarci nel mondo del suono e dell’ascolto.

Cosa significa musicoterapia e a chi è rivolta?
Quali sono i principi che regolano questa arte del suono?

Attraverso alcuni esempi pratici e rispondendo alle domande dei partecipanti, faremo luce sugli aspetti più importanti di questa disciplina che per molti risulta ancora essere una “magia”.

E’ gradita la prenotazione:
3472594327 – info@bianchialessia.com

IL SUONO DELLE PAROLE

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Le parole non sono codici convenzionali. Sono nate dall’uomo in ascolto del mondo. Descrivono ciò che rappresentano, ne evocano il significato tramite il suono.

Perché non provare ad insegnare ai bambini a leggere partendo da questo punto di vista? Certo, il percorso è più complesso e lungo forse ma è lo stesso percorso che fece l’uomo nella storia. Riuscirebbe a riempire di significato fonemi privi di significato.

Abbiamo tolto la musica dalle parole e insegniamo ai bambini  formule per unire fonemi “privi di significato”. Tante sillabe fanno una parola. La parole è solo un insieme di sillabe. Ne siamo sicuri?
Non riusciamo più a sentire che la parola ha un ritmo, ha accenti, ed è una totalità, non tanti frammenti posti insieme senza senso? Cosa ci ha staccato dal mondo del suono per confinarci nel solo mondo della vista?

Ritrovo queste riflessioni in un libro: “La poesia salva la vita” di Donatella Bisutti.
Vi riporto le sue riflessioni per poter riflettere sul mondo della parola e del suo legame con il suono e la musica.

p.s. Riflettere significa “volgere indietro”, rinviare, da parte di una superficie, un flusso di energia che la colpisce. Dunque, colpiti da questi nuovi pensieri sulla parola, siamo pronti a tornare indietro? 😉

“…anche le parole possono diventare oggetti. Non avere solo un significato, ma anche una forma, un colore, e magari anche un sapore o un modo di muoversi. Possono essere luminose o buie, lente o rapide.
Una parola come “raffica”, per esempio, è veloce e turbina, come un colpo di vento improvviso. E da cosa dipende? Da quelle f che soffiano.
Una parola come “chiara” è luminosa, per via di quella a che si spalancano ad accogliere la luce.
Una parola come “scuro” ha invece una u stretta in cui l’oscurità si insinua come in un vicolo dove non batte mai il sole.
E “buio”, che oltre alla u ha una i rapida, è una parola che scivola via, proprio come un’ombra nel buio di quel vicolo, fino a sparire nel cerchio di quella o che la chiude in fondo.
libroCosì ci sono parole veloci o lente, leggere o pesanti, tenere o aspre, carezzevoli o taglienti. Ci sono anche parole morbide o ruvide, lucide o opache, rigide o agili, scattanti o pigre. Questo succede se facciamo attenzione solo al loro suono, senza tener conto del significato.
Per via del loro suono, dunque, le parole possono essere usate come se fossero strumenti musicali, o pennelli, o un paio di mani, o la superficie della nostra pelle. Ce ne possiamo servire così come ci serviamo dei nostri cinque sensi, perfino usarle come una naso o come una lingua e passare così da una linguaParola a una parolaLingua: dove nasce infatti il linguaggio, prima di diventare scrittura, se non sulla punta della nostra lingua?
Ci sono parole “grasse”, che sono piene di o, e parole “magre” che sono piene di i. Parole “molli”, piene di l, p e a, e parole “dure”, piene di t, r e c. Parole “veloci”, con tante zz, s, tr e parole “lente”, piene di gn e nt.
Ma quello che è più strano è che le parole grasse indicano proprio un oggetto di forma rotonda o rotondeggiante quelle magra cose per lo più sottili e lunghe, quelle molli oggetti di una certa morbidezza, delicatezza o fragilità, e così via.
Scopriamo così che il suono può descrivere il significato di una parola. Per esempio il verbo “sballottare”: quella o, presa in mezzo fra le due l e le due t, non sembra di vederla andare su e giù, sobbalzare irregolarmente, come una palla fra due onde contrarie che la sospingono prima in un senso e poi in un altro?
E “stuzzicare” non sembra qualcosa che punge, per via di quelle due z e di quella i sottile? zz come una zanzara che da noia.
Mentre “arrabattarsi”, con quelle r e quelle t violente e faticose, non descrive bene qualcuno o qualcosa che è costretto con pena a volgersi e a sbattere qua e la?
Se prendiamo una parola come “raccattapalle”, la velocità con cui essa viene pronunciata, per via di tutte quelle c, quelle e quelle l, non fa “sentire” i colpi veloci della palla che rimbalza sul campo da tennis?
[…]Prendiamo per esempio la parola “farfalla”. Ci sono dentro quelle due f che sono un pò come due ali che la sostengono: e non sembra che tutta la parola voli proprio come una farfalla, alzandosi e abbassandosi un pò irregolarmente tra la prima f e la seconda f e battendo velocemente le ali per via di quelle due l?”

LA NASCITA DELLA PAROLA

paroleLa nascita della parola è un cammino che ci riporta indietro al tempo dei nostri antenati e ci fa riflettere sul suono, sulla voce e sulla musica.

Ogni suono pronunciato è la nostra personale musica. La nostra voce parla di noi.
Non pensiamola come semplice vibrazione di corde vocali. La voce nasce in un corpo che è prima di tutto uno strumento che risuona, vibra, si tende e si rilassa.
La voce non può nascondere le nostre emozioni. Dice agli altri come stiamo, se siamo tesi o rilassati, se abbiamo fretta, se siamo pensierosi, se siamo curiosi.
Come i nostri gesti parlano del nostro stato d’animo così fa la voce. La differenza è che la nostra voce vibra anche in chi ci ascolta.
Quante volte vi siete agitati di fronte ad una persona con un tono di voce acuto, teso e senza respiri? E quante altre volte invece vi siete sentiti cullati dal suono di una voce grave, risuonante e con respiri lunghi?
Se ci fermiamo a pensare abbiamo davvero un enorme potere in mano e spesso non lo sappiamo controllare.

No, perché le emozioni non chiedono il permesso. Loro divampano in noi senza chiedere, ci travolgono e ci fanno muovere nel mondo. Anche la persona più “controllata” della terra ci sta parlando del suo vissuto. I suoi silenzi o i suoi pochi gesti a volte parlano più di mille suoni. O sbaglio?

Dunque la voce è con noi sempre e da sempre.parola_bambino
Pensiamo ai nostri amici primitivi: come comunicavano se non con dei suoni vocali e gesti descrittivi?
E cosa esprimevano questi suoni? Stati d’animo, sicuramente, ma soprattutto descrivevano il mondo. La voce dunque diventa traduttrice di ciò che li circonda. All’inizio sono vocalizzi, poi onomatopee ed infine arriva lei: la parola.

La parola è nata per descrivere il mondo. Non è un codice convenzionale ma è frutto dell’ascolto, della connessione profonda e viscerale con i suoni del mondo. E’ la riproduzione di ciò che ci circonda.

Abbiamo la fortuna di vederla nascere, con lo stesso processo che c’è stato per i nostri antenati, nei bambini.
I bambini, tutti noi, per prima cosa osservano e ascoltano. I loro gridolii  e vocalizzi all’inizio esprimono le loro emozioni, il loro stato d’animo. Non sono fisiologici no. Ci parlano del loro vissuto e sono l’inizio, la prima goccia che sgorga dalla roccia e che ben presto formerà il fiume.

Le prime parole nascono per imitazione degli adulti e dei suoni che li circondano.

Ma la parola cos’è se non canto?
Pensiamo all’intonazione che diamo a seconda di ciò che vogliamo esprimere. Pensiamo al ritmo che hanno tutte le parole che, ci tengo a sottolineare, non è la scansione in sillabe. Il ritmo è la successione di accenti forti e piani che si formano nel linguaggio. Questi accenti non sono tutti uguali, non sempre.
La parola, il linguaggio, è fatto di silenzi, di pause, di durate. Non è forse musica questa?

lavagna02Perché allora ci ostiniamo a volerla insegnare come codice convenzionale? Come piccole sillabe senza senso unite in maniera uniforme e incolore.
Provate a parlare pensando a tutte le sillabe di ogni parola. Ciò che ne esce è una parlata robotica e persino essa non è priva di musica.
Ma perché non far sentire questa poesia ai bambini? Perché non cantare con loro, dargli il tempo di ascoltare, così che ognuno possa fare del proprio mondo interiore una melodia?

Questo è quello che succede durante i corsi in musica dedicati ai bambini piccoli e alle loro mamme.
Li chiamo corsi in musica perché essa è il filo che regge ogni cosa, ogni movimento, gesto, sguardo, respiro e ogni parola. Il canto ha un ruolo essenziale durante gli incontri. Esso aiuta i bambini durante la nascita del linguaggio e li accompagna alla scoperta del mondo con gioia!

 

IL GIROTONDO

girotondoIl canto e gioco del girotondo è comune ai paesi del mondo. Il girotondo viene utilizzato all’interno della famiglia, quando un bambino incomincia a voler camminare. Un bambino piccolo ritrova nel girotondo le emozioni già conosciute all’interno del grembo materno. I genitori ed i parenti più stretti compiono il girotondo con il bambino.

“Casca il mondo…”
Il “MONDO” del GIROTONDO è il MONDO degli AFFETTI attraverso il quale si sta strutturando la VISIONE del MONDO del bambino.
“Casca la terra…”
La “TERRA” è il terreno sul quale il bambino sta imparando a camminare.
“Tutti giù per terra!” è il momento nel quale tutti i familiari cadono con il bambino. Il bambino vede così festosamente e gioiosamente rispecchiato, nel cadere di tutti, il suo stesso cadere. Questo cadere, che coinvolge tutti, incita il bambino a rialzarci per ricadere fino a quando avrà superato le incertezze del principiante. Egli è al principio della sua vita. Egli non è lasciato solo, nelle sue cadute, nei suoi errori, nelle sue incertezze; egli è Gioiosamente sollecitato a rialzarsi perché un errore non comprometta il buon esito successivo. Il gioco del girotondo incoraggia il bambino a rialzarsi, proprio perché “tutti” sono caduti con lui. […] Nel gioco del girotondo l’errore del bambino (il non riuscire a reggersi a lungo in piedi) viene letto e corretto girotondonell’agire in gruppo. […] Con il bambino piccolo si ride e si canta perché si rialzi. Il bambino così diviene tenace nel suo rimettersi alla prova. […]

Tratto da: Dal suono al segno, Giulia Cremaschi Trovesi e Mira Verdina

Il gioco del girotondo è l’ultimo gioco che propongo ad ogni incontro in musica con i bambini. Lo uso per far capire che l’incontro sta finendo, che è l’ultimo momento da passare insieme in quel giorno. Ci si riunisce tutti, ci si tiene per mano, mamme e bambini, ci si guarda negli occhi e si ride cantando e girando per concludere nella gioia l’incontro.
“Ancora, ancora!”
I bambini non si fermerebbero mai! E noi adulti li assecondiamo, a volte con il fiatone, altre volte tornando anche noi entusiaste come i piccoli. “Casca la terra, tutti giù per terra!”.
E tutti vanno giù. Ci sono bimbi che non appoggiano nemmeno il sedere per terra perché sono già pronti per il prossimo giro. Eh no, tutti giù, giù il sedere! Si deve sentire la fatica di rialzarsi e riprovare. Altrimenti non vale!

 

IL RITMO DELLA VITA

DONNA_INCINTA

Cosa si intende per “ritmo della vita“? Io ho questa idea…

Immaginati ad occhi chiusi, avvolto in un liquido caldo e dondolante. Quello che percepisci è un ritmo, costante, sempre presente: tum tum – tum tum – tum tum…
Ogni tanto ne arriva un altro: pum pum – pum pum – pum pum…più grave, più pesante…il pum di un passo che percorre il mondo.
Gorgoglii, cascate, trombette, rumori strani e poi lei, quella voce, quella che riconoscerai in mezzo a mille per il resto della vita, sta parlando di te, ora canta per te. E’ un canto che ti entra nel corpo, ti avvolge e ti protegge. Ci sono altri suoni che attraversano il tuo involucro e arrivano come massaggi sulla tua pelle delicata e sulle tue piccole ossa.
A volte ci sono rumori bruschi che ti spaventano, altre volte suoni delicati ma decisi, che entrano dentro di te e ti fanno vibrare, muovere, stirare!
Poi, ad un certo punto, qualcosa ti fa muovere e in fretta e furia cambi ambiente! Quanta luce, che succede? Dov’è il mio riparo? Dove sono tutti i suoni che sentivo sul mio corpo? Cos’è questo improvviso silenzio?

Avete capito di cosa sto parlando? Ecco cosa abbiamo vissuto tutti quanti nei nove mesi di gravidanza nel grembo materno: ritmo e suoni sul nostro corpo, sulla nostra pelle.Mothers And Babies At Music Group
Se ci pensate, l’orecchio si forma al quinto mese ed è il primo organo totalmente formato del feto, ma il bimbo ascolta già da prima.
Si, perché ascoltare non significa solo udire con l’orecchio. Ascoltare coinvolge tutto il corpo, le onde vibratorie dei suoni vibrano in noi appena vengono in contatto con le nostre casse di risonanza.
I bambini sono ancora molto legati alle sensazioni del grembo materno, nascono con questo bagaglio di conoscenze, nascono con il ritmo impresso nel corpo, incorporato. Sanno ascoltare con tutto se stessi.
Ecco perché giocare con i suoni per loro è così naturale! Siamo noi adulti che crescendo ci siamo dimenticati di saper ascoltare, cantare e ballare a ritmo. Ma loro no, loro se lo ricordano bene, ricordano ancora il grembo materno e i suoi suoni, e lo dimostrano ad ogni gioco musicale gli si propone.

Fotos Gymboree Mundo (61)Il mio compito quindi quale sarà?
Offrire delle opportunità, mettere a disposizione strumenti e lasciare spazio alla loro creatività, al loro tempo e al loro gioco. Guidarli, senza forzarli, prenderli per mano e scoprire con loro questo mondo di suoni, di ritmi e giochi che si possono creare con il corpo e con gli oggetti. La parola Gioco ha la stessa radice della parola Gioia. Immergersi nel gioco con loro significa divertirsi con loro, scherzare, ascoltare, ammettere i propri errori e lasciare la mente aperta alla scoperta di nuovi modi possibili di suonare, ballare, correre, saltare!

Nel mio lavoro con questi piccoli maestri cerco sempre di tenere in mente queste parole:
“E’ vero maestro non colui che ti dice qual è la strada da percorrere, ma colui che ti apre gli occhi e ti fa vedere le tante strade sulle quali tu puoi liberamente inoltrarti”*

*Gianfranco Zavalloni

L’ARTE DELLA LENTEZZA

Ho buttato un sasso nello stagno della fretta. Gianfranco Zavalloniboy-477013_640

I bambini piccoli sono grandi maestri di lentezza.
Si incantano a guardare un paesaggio, ascoltano intensamente una melodia, riflettono con calma sulla risposta.
Hanno un ritmo tutto loro. E’ un ritmo lento, di scoperta, osservazione, tentativi ed errori.

Noi adulti li guardiamo e pensiamo che stiano perdendo tempo. Invece ne guadagnano perché assaporano fino in fondo ogni attimo.
Durante i miei corsi li guardo, senza dire niente, come prendono uno strumento, quanto sono concentrati, e subito mi rendo conto che mi sono fermata anch’io, che sto rallentando, sto assaporando anch’io la lentezza.
La mia mente si calma, il mio respiro è più lento. Li osservo e mi godo lo spettacolo.

nature-sunset-person-womanCapita che loro non si accorgano di niente, capita invece che si sentano osservati, volgono lo sguardo, ed è uno sguardo complice, mi invitano a giocare con loro, mi danno il permesso.
Il gioco è l’arte del qui ed ora, se senti lo scorrere del tempo significa che non stai giocando. Si può dire che è l’arte della lentezza. Non si può giocare di fretta!

Quante volte mettiamo fretta ai nostri bimbi?
Impostiamo ritmi che non sono i loro, facciamo le cose al posto loro perché siamo più veloci, ci sostituiamo in quegli atti che per loro sono scoperte: mettersi una maglietta, allacciarsi le scarpe, salire le scale….o scegliere uno strumento da un cesto pieno di giochi.

Con noi durante gli incontri ci sono sempre le mamme, dico loro di attendere, non c’è fretta, assaporiamo la lentezza. Anche l’azione di scegliere in un cesto lo strumento giusto, è un atto di crescita. Sta confrontando i suoni, le forme, capisce come si manipolano, quanto pesano, se gli servono una o due mani per farli suonare…esplora e cresce.
Con i suoi tempi.

LA PRATICA MUSICALE

La pratica musicale la impari con il tempo. Con tentativi ed errori capisci qual’è il metodo di studio più efficace per il tuo strumento. Alcuni suggerimenti però ti possono arrivare dagli insegnanti o dai grandi musicisti.
Piccole perle di saggezza direi….o di chi ne ha passate più di te!
Mi è capitato sotto mano questo articolo di una grande arpista e insegnate ed ho pensato di fare un piccolo regalo per le mie allieve di arpa, e per tutti coloro che studiano uno strumento, traducendolo qui di seguito.
Personalmente negli anni ho messo in pratica i suoi consigli e mi sono stati davvero utili.

Tratto dal libro di Judith Liber “A Method for Harp”.*

girl-763276_640PRIMA DI INIZIARE A STUDIARE

1. Non iniziare mai lo studio come inizi qualsiasi altro lavoro! Prenditi un momento per concentrarti. Rilassati, fai stretching e respira. Svuota la mente. Concentrati su qualcosa di distante o molto vicino eliminando ogni emozione e attività mentale. Può suonare strano ma in realtà lo si può fare tranquillamente. La pratica è molto più che allenamento di dita e salti mortali.

2. Ricordati sempre di accordare il tuo strumento prima di iniziare: uno strumento scordato non aiuta il tuo orecchio!

3. Inizia sempre con esercizi di riscaldamento. Riscaldate le dita LENTAMENTE. Ascolta la qualità del suono e cerca sempre di migliorarlo, non avere fretta. Porta attenzione all’articolazione delle dita e al rilassamento corporeo. Respira! E’ un momento importante per rendersi consapevoli della propria relazione con lo strumento prima di iniziare a studiare.

LO STUDIO PER I PRINCIPIANTI (e i loro genitori)

1. Bisogna studiare con regolarità quotidianamente. Lo studio dovrebbe essere fissato in un momento della giornata in cui non sei troppo stanco. All’inizio si può cominciare con 15 minuti, tutti i giorni, fino ad arrivare anche a ore. La pratica giornaliera è molto importante, è un allenamento mentale e fisico. Immagina di mangiare solo due volte a settimana e che in questi due giorni devi riuscire a ricaricarti di tutti gli altri persi. Non funzionerebbe e presto ti ammaleresti e saresti triste. Così è per gli strumenti musicali. La regolarità ti porterà più lontano e più velocemente.

2. Chiedi al tuo insegnante di suonare per te. Guarda le sue mani, come si muovono, controlla il suo respiro. Sarà molto più semplice imparare brani già ascoltati dal tuo insegnante.

3. Dividi il tuo tempo di studio in base a quello che hai da fare. Non studiare mai tutto da capo a fine. Cerca di fare qualche progresso, ogni giorno. Ricordati di ripassare quello che hai studiato ieri prima di continuare con il programma. Sarà divertente vedere quanto velocemente ti tornerà in mente quello che hai studiato bene il giorno prima. Studiare è come costruire una casa: un mattone dopo l’altro faranno i muri.music-780588_640

4. Contare il tempo ad alta voce può aiutare a risolvere passaggi ritmici difficili. Il nostro caro amico metronomo dovrebbe essere considerato con un occhio di riguardo, è un grande aiuto in tutte le situazioni.

5. Cerca di finire lo studio con un senso di soddisfazione per il lavoro svolto.

6. Ogni tanto, chiedi ai tuoi familiari o amici di ascoltare i brani che stai studiando, facendo loro delle piccole performance. Suonare in pubblico, anche se piccolo pubblico, aiuta a capire dove migliorarci oltre ad essere molto soddisfacente sia per noi che per gli ascoltatori!

LO STUDIO PER I PIÚ ESPERTI

1. Prima di iniziare un nuovo brano controlla bene in che tonalità sei, il tempo, il ritmo, le dinamiche e cerca di farti una prima idea dell’andamento del brano. Prova a trovare il tema del brano, suona alcune note ma tralascia le parti difficili. Dopodichè inizia lo studio LENTAMENTE e stando molto attento al suono che produci.

2. Non avere fretta, non porta da nessuna parte. Scegli piccole sezioni del brano. Perfezionale con molta attenzione delle note, del ritmo e delle dinamiche, prima di continuare verso un’altra piccola sezione. Dopo che le prime due sezioni saranno perfezionate, prova ad unirle, portando l’esecuzione ad un livello fluente prima di passare alla successiva.

3. Studia i passaggi difficili all’inizio della pratica quotidiana, quando sei ancora fresco.

4. Tenete i brani preferite verso la fine, quando avrete bisogno di sollievo.

5. Non lasciare errori non corretti, altrimenti te li porterai sempre dietro durante le performance.

6. Impara a non fare false partenze: prima di iniziare, canta mentalmente la prima riga del brano.

cropped-harp-lessons-music-weddings17. Focalizzati sui campi minati: isola le parti difficili e concentrati su piccole parti alla volta.

8. Sii consapevole del perché vuoi ripetere un passaggio, cosa vuoi migliorare?

9. Non presumere che i passaggi lenti e piano siano meno difficili di quelli forti e veloci.

10. Se non sei più in grado di concentrarti: fermati! Fai un giro per la casa, qualche respirazione e esercizi di stretching per continuare poi rinfrescato.

11. Se ne hai la possibilità, registra alla fine dello studio i passaggi studiati. Nel riascoltarli probabilmente noterai passaggi che vuoi migliorare o semplicemente ti sentirai fiero del lavoro svolto!

*conosciuta come una delle più grandi arpiste orchestrali al mondo

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ASCOLTARE CON IL CORPO

ascolto_corpoChe cos’è il suono e cosa significa ascoltare?
I suoni non vengono percepiti solo dall’orecchio. Cosa succede al nostro corpo quando ascoltiamo? Siamo davvero consapevoli di ciò che accade?…CONTINUA A LEGGERE NEL BLOG D-MUSIC

Da Ottobre 2015 inizia l’appuntamento mensile con il corso MUSIC & ART, dedicato agli adulti che vogliono prendersi un momento per ascoltare il proprio corpo e le proprie emozioni.Eventbrite - MUSIC & ART - Per adulti stanchi di andare di fretta
alle serate!

LA MUSICA E’ DENTRO DI NOI

come-organizzare-un-laboratorio-musicale-per-bambini_4cbd8a8ee61de58a15e27cd88c2fb254La musica è dentro di noi ancora prima della nostra nascita. La vera novità della nascita, in realtà, è il silenzio. Partendo da questo concetto non si può fare a meno di pensare che tutti noi siamo portati per la musica, ce l’abbiamo nella pelle, nella memoria…e quando sembra di essere lontano da lei, basterebbe ascoltarsi e ricordare…CONTINUA A LEGGERE NEL BLOG D-MUSIC

STUDIARE UNO STRUMENTO FA BENE?

bambino-che-suona-la-trombaCosa comporta lo studio della musica e di uno strumento per i nostri bambini? Quali vantaggi può dare alla loro crescita personale?
La musica viene spesso considerata solo come uno svago ma in realtà offre la possibilità di mettere in atto numerose potenzialità….CONTINUA A LEGGERE NEL BLOG D-MUSIC