IL SILENZIO

La mia attenzione si rivolge al silenzio.
“Sei una musicista e non fai altro che parlare di silenzio! Possibile?”
Sì. Anzi, matematico.

Spesso, più di quanto vorrei, mi ritrovo in ambienti “inquinati acusticamente”. Esco per mangiare un boccone con amici e, immancabile, mi ritrovo a dover alzare il volume della voce per poter sovrastare quello della musica “ambient”. Spesso mi innervosisco, non riesco a concentrarmi sui discorsi, a volte senza nemmeno accorgermene. “Sei troppo uditiva” mi rispondono… Sarà per quello?

Esco per strada e sono bombardata di rumori che si intrecciano con i suoni: auto, urla, sirene, uccelli, foglie nel vento…
Entro in un negozio e persino le luci ronzano di continuo!
Sono a casa che scrivo questo articolo e… Il mio frigo! Zzzzzzzzzz… Dicono non ci sia rimedio, ahimè!

Ad ogni modo, ci avete mai fatto caso?

Personalmente sono sempre piuttosto attenta ai suoni che mi circondano, ma spesso mi dimentico di quale effetto abbiano sul mio corpo e sul mio stato emotivo.

Me ne sono ricordata durante la mia ultima settimana di vacanza. In un bellissimo borgo in Piemonte, in cui il suono più forte era il miagolio del gatto. E sapete cosa ho notato? Che il mio corpo ha mollato tutte le tensioni e, quasi immediatamente, mi sono ritrovata rilassata, moooolto rilassata.
Finalmente un luogo in cui sentivo persino il battito del mio cuore, un luogo in cui le voci erano misurate per non disturbare la quiete.

Dunque è il silenzio la cura contro lo stress?
Ho letto numerosi articoli, che impazzano sul web soprattutto all’inizio del periodo estivo, in cui si dice che il mare fa bene per il suo colore, per la sabbia sotto i piedi, e la montagna fa bene per il suo verde, per il contatto con la natura in mezzo al bosco.

Io sono giunta alla conclusione che entrambi fanno bene principalmente perché in questi luoghi predomina il SILENZIO. Ovvio non parlo di posti turistici in cui una spera di rilassarsi e invece…

Il grande assente del nostro tempo. Il silenzio.
Silenzio per il corpo significa non ricevere stimoli vibratori dall’esterno. Significa poter risuonare alla sua frequenza senza essere continuamente sballottato come una pallina da ping-pong. Significa poter respirare al nostro ritmo, camminare al nostro ritmo, vivere al nostro ritmo.

Ovviamente, dopo tutte queste riflessioni, il mio pensiero cade sui bambini.
Quanti stimoli ricevono senza esserne coscienti? Quanti suoni e rumori li avvolgono nella vita di tutti i giorni?
Non possiamo lamentarci se ci troviamo di fronte a generazioni che non riescono a concentrarsi, non riescono a fermarsi. Spesso non hanno avuto modo di conoscere una cosa per volta, di restare immobili a non fare niente.

Fortunatamente sono cresciuta in un periodo in cui la tecnologia non aveva ancora preso il sopravvento.
I miei giochi preferiti erano giochi in cui l’immaginazione riusciva a volare: bastava un pezzo di stoffa o una molletta per i panni. Facevo una cosa alla volta, non ero multitasking (al giorno d’oggi potrebbe essere un problema, vero?).

Perché non ricreare situazioni simili per i nostri bambini?
Momenti in cui non gli si chieda di fare mille cose insieme. Momenti in cui i suoni siano autentici e non artificiali. Momenti in cui i rumori diventino giochi e non frecce per colpire un bersaglio.
È ancora possibile, basta diventare coscienti di ciò che ci circonda e modificare le situazioni. Spesso significa più fatica ma ne vale la pena, non solo per loro.

Alcuni suggerimenti? Potranno sembrare banali ma spesso ce ne dimentichiamo perché sono troppo “semplici”:

– Cantate con loro, senza l’ausilio tecnologico. Solo voi, loro e la vostra voce, anche se è stonata.
– Portarteli in luoghi fuori dalla città, vicino al silenzio, per ricaricarli di energia.
– Se urlano, la risposta non deve essere un urlo, provate a controllare il tono della vostra voce.
– Abbracciateli e coccolateli, senza dire niente.
– Ascoltate le loro domande o i loro discorsi in silenzio, senza suggerire le parole o la fine della frase. Date a loro e a voi stessi il tempo.

Il tempo… Anche questo è un grande assente del nostro mondo. Ma queste sono altre riflessioni 😉