Centri estivi 2016

gioca_estate

L’estate sta per arrivare e M’io ha una grande novità: quest’anno io e Giulia collaboreranno ai CENTRI ESTIVI organizzati dal CSI e promossi dal Comune di Vicenza.

In particolare M’io sarà l’artefice dei laboratori di arte, musica, musicoterapia, yoga creativo e giardinaggio felice! centri_estivi

Le scuole dell’infanzia coinvolte sono: Dal Sasso, Malfermoni e Fogazzaro.
La scuola primaria coinvolta invece è la II Giugno.

E’ possibile lasciare la propria iscrizione, compilando il modulo presente nel volantino, presso M’io, il giovedì dalle 17:00 alle 18:30, in Contrà San Pietro 67 a Vicenza.

Per visualizzare il volantino della scuola dell’infanzia clicca qui.
Per visualizzare il volantino della scuola primaria clicca qui.

centri_estivi_1Per ulteriori informazioni contattami: 3472594327 – info@bianchialessia.com

Concerto Jazz

Nella bellissima cornice del giardino interno di M’io (www.mioatelier.it), vi proponiamo un concerto all’insegna del jazz e del soul:

IL DUO GALLUCCI – BERTUZZI ci proporrà arrangiamenti raffinati per sax e chitarra di alcuni grandi classici del Jazz e del Soul, con l’innesto di alcuni brani originali.

Giovedì 26 Maggio dalle 19:30
Contrà San Pietro 67, Vicenza

Un buon bicchiere di vino e uno spuntino delizioso per un aperitivo accompagnato dalla buona musica, per fermarsi, e godersela un pò!

Per i bambini un magico angolo creativo dove giocare, inventare e rilassarsi.

INGRESSO LIBERO

Per informazioni:
Alessia – 3472594327 – info@bianchialessia.com
Giulia – 3405321109 – dallago.giulia@gmail.com

Il ghiacciolo felice

ghiacciolo_feliceIL GHIACCIOLO FELICE
Laboratorio esperienziale di musica e arte per bambini dai 4 anni
Sabato 16 aprile dalle 15:30 alle 17:30
presso Unione Collector – Viale Sant’Agostino 470, Vicenza

I bambini cambiano continuamente. Quelli che per noi genitori sono solo semplici momenti quotidiani, talvolta per loro sono grandi conquiste e capita che siano molto difficili da affrontare.
Vivere il quotidiano in modo sano e piacevole, per un bambino avviene grazie ad una base sicura che solo genitori ed educatori possono dare.
Imparare ad adattarsi al cambiamento, quindi, dovrà diventare un metodo per affrontare e a trasformare il cambiamento stesso in un momento di felicità, che va visto come un gioco.

COS’É
In questo laboratorio si imparerà a giocare guardando da fuori il cambiamento, a viverlo a pieno, divertendoci e trovando in esso quel che di positivo può offrirci.

PERCHÉ
Il cambiamento va vissuto in modo sereno e creativo perché la vita stessa è un continuo cambiamento.

A CHI È RIVOLTO
“Il ghiacciolo felice” è un laboratorio esperienziale per bambini dai 4 anni in su condotto in modo libero attraverso attività musicali ed artistico-emozionali.

ALLA GUIDA DEL LABORATORIO
Ad accompagnare i bambini con amore e creatività durante questo percorso, saranno Giulia Dal Lago (Esperta in laboratori esperienziali creativi e Arteterapia) e Alessia Bianchi (Arpista e Musicoterapeuta del centro MIO).

CONTRIBUTO
€ 25 a bambino
€ 20 per i fratellini
Disponibili 15 posti su prenotazioni

PRENOTAZIONI
Giulia Dal Lago
3405321109
dallago.giulia@gmail.com

Alessia Paola Bianchi
3472594327
info@bianchialessia.com

Music & Art – Per adulti stanchi di andare di fretta

Young woman having fun and blowing bubbles outdoors

MUSIC & ART – Per adulti stanchi di andare di fretta
Martedì 26 Aprile 2016 – dalle 20:30 alle 22:30
presso M’io – Contrà San Pietro 67, Vicenza

Una serata all’insegna del suono e del colore per poterti prendere un momento di ascolto e creatività.
Ti verranno proposte attività di ascolto ed esercizi di movimento accompagnati dal suono dell’arpa per prendere più coscienza del tuo corpo, del tuo respiro e dei tuoi pensieri.
Sarai accompagnato nel mondo dei colori attraverso diverse tecniche espressive per poter usare tutti e cinque i sensi e ritrovare la serenità del qui ed ora.

Non sono richieste abilità specifiche ma solo tanta voglia di rilassarsi e di ridere!

Conducono:
Alessia Bianchi – arpista e musicoterapista
Giulia Dal Lago – artista ed esperta in laboratori esperienziali

Le prenotazioni dovranno pervenire entro mercoledì 20 Aprile:
Alessia – 3472594327
Giulia – 3405321109

Costo: 25€

Sopra le 10 persone il corso si terrà a Natura Infinita, Contrà San Marco 8 a Vicenza

Laboratorio per mamme in dolce attesa

presentazione ale giuly mamLABORATORIO ESPERIENZIALE PER MAMME IN DOLCE ATTESA
Musica e Arte per cullare la vita

Sabato 2 Aprile, dalle 10:00 alle 11:30
presso M’io – Atelier del corpo e della mente

Questo laboratorio è pensato per dare alle mamme uno spazio di coccole, pensieri, rilassamento e creatività per se stesse e per il bambino che portano in pancia.
Uno spazio in cui condividere il proprio percorso con altre mamme e per sentire il legame che si crea con il proprio bambino fin dal primo momento.
Ci saranno giochi di movimento con la musica per cullare il corpo della mamma, ninne nanne da cantare insieme, colori e creazioni da costruire per dar voce al proprio bambino interiore.
Il suono dell’arpa accompagnerà le mamme in questo viaggio di conoscenza del proprio corpo che cambia e della nuova vita che arriverà.

Conducono:
Alessia – arpista e musicoterapista
Giulia – esperta in laboratori esperienziali

Costo: 25€

E’ obbligatoria la prenotazione al 3472594327 oppure Eventbrite - Laboratorio per mamme in attesa

Educare alla musica – Presentazione gratuita

spartitoEDUCARE ALLA MUSICA – Corso di formazione per insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia

PRESENTAZIONE GRATUITA – Martedì 22 Marzo 2016 ore 18:00

Il corso avrà durata di 6 incontri nelle seguenti date:

5, 12, 19, 26 Aprile
3, 10 Maggio

Molto spesso si pensa che la musica sia un concetto che va tramandato, un sapere che la persona può acquisire solo tramite un insegnante. Questo pensiero limita il nostro agire con il bambino. Perché allora non partire da un altro pensiero? Ovvero che la musica è in ognuno di noi. Non è qualcosa da insegnare ma qualcosa da tirar fuori da ogni bambino, lasciandolo protagonista del proprio agire.

Questo percorso è pensato per insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria e per tutti gli educatori che hanno a che fare con la musica e i bambini.
Entreremo nel mondo musicale per scoprire cos’è il suono e quali sono i suoi parametri, quali giochi si possono inventare con i bambini e come la musica possa diventare un utile strumento per lo sviluppo psico-motorio dei piccoli.

Alla fine di ogni incontro verrà fornita una dispensa in pdf.
La conclusione del percorso prevede un attestato di partecipazione.

Scopri i dettagli degli incontri e le opinioni di chi ha partecipato, clicca qui.
Eventbrite - EDUCARE ALLA MUSICA - Presentazione gratuita

Presso: M’io – Atelier del corpo e della mente
Contrà San Pietro 67 – Vicenza

Laboratorio musicale per mamme e neonati

Mothers And Babies At Music GroupLABORATORIO MUSICALE PER MAMME E NEONATI
Sabato 5 Marzo 2016
presso M’io in Contrà San Pietro 67, Vicenza

Dalle 10:00 alle 11:00 – Mamme e neonati da 7 a 11 mesi
Dalle 11:00 alle 12:00 – Mamme e neonati dai 4 ai 6 mesi

Il grembo materno, la prima casa dell’uomo, la prima culla del bambino, è il luogo in cui tutto nasce. Al suo interno attraverso la mamma il bambino vive esperienze di movimento, suono, emozioni.
Dentro al bambino c’è già tutto, e il tutto si svelerà gradatamente nel tempo e in questo corso per neonati e mamme potrai vederlo accadere con occhi attenti.
Questo laboratorio è un momento in cui il bambino con la propria mamma può sperimentare ciò che ha vissuto nel grembo materno: suoni, ritmi (ripetizioni) ed emozioni, e farne la scoperta attraverso il riconoscimento (C. Sini “Si conosce solo perché si riconosce”).
Si da al piccolo l’occasione, insieme alla mamma, di sperimentare le esperienze che ha insite in sé e che necessariamente dovrà vivere in prima persona: si apprende solo facendo.
È l’occasione per la mamma di attivare con il proprio bambino un dialogo privilegiato, attraverso il gioco, la musica ed il contatto corporeo.
Allo stesso tempo è un momento di condivisione gruppale, di socializzazione e accoglienza.

La musica è in ogni gesto dell’uomo, non c’è danza senza musica, non c’è musica senza movimento. Anche le emozioni sono movimento. Partecipare a questo corso per neonati e mamme ti farà scoprire che il dialogo diviene una danza di sguardi, tocchi, suoni e la musica dal vivo improvvisata dall’arpa riuscirà a sottolineare l’armonicità del singolo e del tutto.

Costo: 20€

E’ obbligatoria la prenotazione:
3472594327 – info@bianchialessia.com

 

 

 

IL SUONO DELLE PAROLE

red-love-heart-old-medium

Le parole non sono codici convenzionali. Sono nate dall’uomo in ascolto del mondo. Descrivono ciò che rappresentano, ne evocano il significato tramite il suono.

Perché non provare ad insegnare ai bambini a leggere partendo da questo punto di vista? Certo, il percorso è più complesso e lungo forse ma è lo stesso percorso che fece l’uomo nella storia. Riuscirebbe a riempire di significato fonemi privi di significato.

Abbiamo tolto la musica dalle parole e insegniamo ai bambini  formule per unire fonemi “privi di significato”. Tante sillabe fanno una parola. La parole è solo un insieme di sillabe. Ne siamo sicuri?
Non riusciamo più a sentire che la parola ha un ritmo, ha accenti, ed è una totalità, non tanti frammenti posti insieme senza senso? Cosa ci ha staccato dal mondo del suono per confinarci nel solo mondo della vista?

Ritrovo queste riflessioni in un libro: “La poesia salva la vita” di Donatella Bisutti.
Vi riporto le sue riflessioni per poter riflettere sul mondo della parola e del suo legame con il suono e la musica.

p.s. Riflettere significa “volgere indietro”, rinviare, da parte di una superficie, un flusso di energia che la colpisce. Dunque, colpiti da questi nuovi pensieri sulla parola, siamo pronti a tornare indietro? 😉

“…anche le parole possono diventare oggetti. Non avere solo un significato, ma anche una forma, un colore, e magari anche un sapore o un modo di muoversi. Possono essere luminose o buie, lente o rapide.
Una parola come “raffica”, per esempio, è veloce e turbina, come un colpo di vento improvviso. E da cosa dipende? Da quelle f che soffiano.
Una parola come “chiara” è luminosa, per via di quella a che si spalancano ad accogliere la luce.
Una parola come “scuro” ha invece una u stretta in cui l’oscurità si insinua come in un vicolo dove non batte mai il sole.
E “buio”, che oltre alla u ha una i rapida, è una parola che scivola via, proprio come un’ombra nel buio di quel vicolo, fino a sparire nel cerchio di quella o che la chiude in fondo.
libroCosì ci sono parole veloci o lente, leggere o pesanti, tenere o aspre, carezzevoli o taglienti. Ci sono anche parole morbide o ruvide, lucide o opache, rigide o agili, scattanti o pigre. Questo succede se facciamo attenzione solo al loro suono, senza tener conto del significato.
Per via del loro suono, dunque, le parole possono essere usate come se fossero strumenti musicali, o pennelli, o un paio di mani, o la superficie della nostra pelle. Ce ne possiamo servire così come ci serviamo dei nostri cinque sensi, perfino usarle come una naso o come una lingua e passare così da una linguaParola a una parolaLingua: dove nasce infatti il linguaggio, prima di diventare scrittura, se non sulla punta della nostra lingua?
Ci sono parole “grasse”, che sono piene di o, e parole “magre” che sono piene di i. Parole “molli”, piene di l, p e a, e parole “dure”, piene di t, r e c. Parole “veloci”, con tante zz, s, tr e parole “lente”, piene di gn e nt.
Ma quello che è più strano è che le parole grasse indicano proprio un oggetto di forma rotonda o rotondeggiante quelle magra cose per lo più sottili e lunghe, quelle molli oggetti di una certa morbidezza, delicatezza o fragilità, e così via.
Scopriamo così che il suono può descrivere il significato di una parola. Per esempio il verbo “sballottare”: quella o, presa in mezzo fra le due l e le due t, non sembra di vederla andare su e giù, sobbalzare irregolarmente, come una palla fra due onde contrarie che la sospingono prima in un senso e poi in un altro?
E “stuzzicare” non sembra qualcosa che punge, per via di quelle due z e di quella i sottile? zz come una zanzara che da noia.
Mentre “arrabattarsi”, con quelle r e quelle t violente e faticose, non descrive bene qualcuno o qualcosa che è costretto con pena a volgersi e a sbattere qua e la?
Se prendiamo una parola come “raccattapalle”, la velocità con cui essa viene pronunciata, per via di tutte quelle c, quelle t e quelle l, non fa “sentire” i colpi veloci della palla che rimbalza sul campo da tennis?
[…]Prendiamo per esempio la parola “farfalla”. Ci sono dentro quelle due f che sono un pò come due ali che la sostengono: e non sembra che tutta la parola voli proprio come una farfalla, alzandosi e abbassandosi un pò irregolarmente tra la prima f e la seconda f e battendo velocemente le ali per via di quelle due l?”

UN’ANTICA LEGGENDA SULL’ARPA

arpa-celtica2“Un’antica leggenda celtica narra la storia di Canoclach Mhor, una giovane dea, che aveva offerto se stessa e la propria bellezza all’uomo, affinché questi apprendesse l’amore.

Invano: l’uomo preferì a lei il potere e il mezzo per conquistarlo, ossia la guerra. Inutilmente la dea cercò di spiegare all’uomo che quella del potere non era la via giusta per la felicità. L’uomo la respinse ed ella, in lacrime, se ne uscì da un mondo che non aveva accettato l’amore.

Andò errando in preda al suo dolore e finalmente giunse alla riva del mare. Qui diede sfogo a tutto il suo tormento, che solo le onde potevano udire. Commosse, queste iniziarono col loro sussurrio a suggerire il sonno alla dea finché ella, tanto provata dal lungo pianto, non reclinò il capo sulla sabbia e, cullata da questo mormorio, si abbandonò ai suoi sogni. Già il sole aveva discretamente ceduto il palco del cielo alla luna, il cui canto si rifrangeva nei mille luccichii di stelle e tale canto era ora vicino, ora lontano, ora acuto, ora grave ma sempre di sconvolgente bellezza. Il vento poi, passando tra le onde, acuiva il tono di questa voce e ora lo rilassava in un registro più grave, ora lo rendeva sempre più nitido e cristallino, tanto che alla dea, ridestata da questo concerto marino, parve voce di conforto.

Il registro grave leniva il suo animo tormentato e afflitto, mentre quello acuto liberava in lei un dolce sorriso. Confortata da quest’ammaliante suono, la dea capì che doveva lasciare che l’uomo seguisse la propria via e che doveva esser pronta ad accoglierlo, allorché, deluso dagli stessi suoi vani tentativi, fosse ritornato da lei a cercare conforto.

tumblr_n94zs4Cgbv1re1snbo1_500Stava per andarsene, quando un ultimo saluto del vento portò le note del canto del mare contro la carcassa di una balena che, poco lontano, giaceva abbandonata dalla marea. Le ossa della balena, vibrando alla sollecitazione del vento, magicamente riproducevano l’esatto suono che la dea aveva udito nel suo tormento. Ella allora si avvicinò a quei miseri resti e disse: – Mia buona balena, tu che hai saputo ricordare al mio cuore il canto della luna, delle onde e del vento udito questa notte, non sei morta invano. Io, infatti, forgerò da te uno strumento che darà gloria alle tue ossa e che conforterà gli uomini nel loro cammino verso la felicità. –

Quindi, tirandole leggermente la mascella, la modellò; raccogliendone i nervi ed i tendini li tese, sì che producessero suoni diversi, acuti o gravi, secondo la lunghezza. In breve tempo tutte le corde avevano ricevuto il proprio suono ed ella, dopo averle saggiate tutte scoprendo la voce multiforme delle loro diverse altezze, riproduceva per loro tramite il dolce suono delle onde. Appoggiando poi al suo petto lo strumento così creato, gli trasmetteva le vibrazioni della sua anima, riempiendolo delle soavi armonie celesti.

Al mattino, lo strumento era qualcosa di vivo e vibrante e cantò la voce della dea e il suo canto d’amore per l’uomo. La dea chiamo lo strumento “Clarsach” che vuol dire “voce cristallina del cuore“.”

Tratto da “L’arpa di Lug” di Massimo Celegato

Dunque è per questo motivo che il suono dell’arpa ci arriva sempre come un tocco magico, misterioso, che ci culla e rasserena?
Se ci pensate, raramente il suono dell’arpa riesce a innervosirci o disturbarci. Lo dobbiamo quindi alla dea dell’amore? 😉

Forse non crediamo a questa leggenda ma una cosa è certa: l’arpa ha effetti positivi sul nostro stato d’animo. Personalmente penso che il motivo risieda nella sua grande cassa di risonanza che è appoggiata al corpo di chi la suona e che vibra nel corpo del musicista in primis e in quello degli ascoltatori poi.

Mi è capitato molto spesso di essere nervosa, triste o comunque di malumore e iniziare a suonare. E sempre, alla fine del brano o alla fine del pomeriggio di studio, il mio umore era cambiato. Musicoterapia, la chiamavo. Non sapevo ancora cosa significasse la risonanza corporea, l’effetto che i suoni hanno sul nostro corpo e di conseguenza sulle nostre emozioni, eppure mi rendevo conto che qualcosa cambiava.

Così succede a tutti i nuovi piccoli arpisti che si avvicinano a questo bellissimo strumento.
I bambini in particolare, sono molto più attenti, dicono che l’arpa gli “fa il solletico” alla pelle, oppure che “questi suoni bassi mi arrivano fino alla pancia!”. E ridono, e io rido con loro perché ogni volta mi stupisco della loro capacità di ascolto, della libertà che hanno nel corpo.
Il mio difficile compito è quello di non cambiare questo loro stato ma aiutarli a svilupparlo. Per loro, perché possano godersi i suoni e tutte le future musiche che riusciranno a interpretare e inventare, senza il peso del giudizio degli altri, senza il “dover riuscire bene”. Solo suonando.

Se ti interessano le LEZIONI DI ARPA clicca qui, la prima lezione è GRATUITA.

 

PILATES SENSORIALE con ARPA

pilates_sensorialePILATES SENSORIALE con l’ARPA
Venerdì 27 novembre dalle 19.30 alle 21.00
presso il Centro Sport Palladio di Vicenza
Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 29

In questa occasione accompagnerò una lezione a tema che coinvolgerà tutti i sensi: musica dal vivo con arpa classica, candele, essenze profumate e …. cioccolato!

Un’ora e mezza di benessere per tutti i sensi.

Lezione a numero chiuso con prenotazione obbligatoria.
Costo: € 20.00

Per prenotazioni:
www.centrosportpalladio.it/news/singola/pilates-sensoriale

YOGA NIDRA con ARPA

yoga_nidra_arpaYOGA NIDRA con l’accompagnamento dell’ARPA
Martedì 24 Novembre – ore 20:00
presso il Centro Yoga Ganesh
Viale della Scienza, 9 – Vicenza

In questa bellissima serata avrò il piacere di accompagnare con il suono dell’arpa tutti coloro che vorranno provare questa tecnica di rilassamento guidato per ottenere benessere e armonia.

Siete tutti i benvenuti ma vi ricordiamo di prenotarvi, i posti sono limitati!

Costo: 20€

Per prenotazioni chiamate l’insegnante di yoga Enrico: 3806440640

Vi aspetto numerosi per questa esperienza di silenzio.

LE NOTE SONO OTTO – Per bambini che amano la musica ma odiano il solfeggio

images-sad-boy-plays-piano-11410LE NOTE SONO OTTO – 1° Livello
Per bambini che amano la musica ma odiano il solfeggio!

Avviamento alla scrittura musicale per bambini dai 6 ai 10 anni

PRESENTAZIONE RISERVATA AI GENITORI:
Martedì 16 Febbraio 2016 – ore 18:30
presso M’io – Contrà San Pietro 67, Vicenza

La scrittura musicale è una forma d’arte molto affascinante e che riserva molte sorprese.
Perché quindi farla odiare con lezioni noiose, lente e che non spiegano il significato dei suoi simboli?

Attraverso questo corso i bambini impareranno a leggere e scrivere musica attraverso giochi, movimento e fantasia, in un clima di scoperta e curiosità!

  • Che cos’è il suono e cosa significa ascoltare?
  • Come nasce la scrittura musicale, i nomi delle note e i loro valori?
  • Che cos’è il ritmo e cos’è il tempo?

Il percorso che ha spinto l’uomo alla scrittura musicale è stato molto lungo e di profondo ascolto. La scrittura musicale è stata l’ultima scrittura inventata dopo quella numerica e alfabetica ed è quindi molto giovane. L’uomo ha dovuto ascoltare in primis se stesso e poi il mondo e pian piano ha costruito segni che potessero rappresentare l’altezza e la durata dei suoni.

Facendo giocare i bambini con il proprio corpo, con il movimento libero, l’ascolto e la fantasia percorreremo il viaggio che ha fatto l’uomo per la conquista di questa difficile ma meravigliosa scrittura.

Si suoneranno strumenti a percussioni, si danzerà e canterà, si inventeranno melodie e ritmi per arrivare, attraverso un ascolto di tutto il corpo, a capire che la scrittura musicale rappresenta il mondo, nelle sue relazioni tra suoni e silenzi.

Durante la presentazione verranno spiegate le linee teoriche del corso ai genitori e come si svolgerà nel concreto.
Eventbrite - LE NOTE SONO OTTO - Presentazione gratuita

EDUCARE ALLA MUSICA – Corso di formazione per insegnanti

educare_musica_sitoEDUCARE ALLA MUSICA – Corso di formazione per insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia

SERATA DI PRESENTAZIONE – Mercoledì 10 Febbraio 2016 ore 20:30

Molto spesso si pensa che la musica sia un concetto che va tramandato, un sapere che la persona può acquisire solo tramite un insegnante. Questo pensiero limita il nostro agire con il bambino. Perché allora non partire da un altro pensiero? Ovvero che la musica è in ognuno di noi. Non è qualcosa da insegnare ma qualcosa da tirar fuori da ogni bambino, lasciandolo protagonista del proprio agire.

Questo percorso è pensato per insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria e per tutti gli educatori che hanno a che fare con la musica e i bambini.
Entreremo nel mondo musicale per scoprire cos’è il suono e quali sono i suoi parametri, quali giochi si possono inventare con i bambini e come la musica possa diventare un utile strumento per lo sviluppo psico-motorio dei piccoli.

Alla fine di ogni incontro verrà fornita una dispensa in pdf.
La conclusione del percorso prevede un attestato di partecipazione.

Scopri i dettagli degli incontri e le opinioni di chi ha partecipato, clicca qui.

Eventbrite - EDUCARE ALLA MUSICA - Presentazione gratuita

Presso: M’io – Atelier del corpo e della mente
Contrà San Pietro 67 – Vicenza

SUONA CON LA MAMMA – Musica per vederli crescere

toddler_music_home_063SUONA CON LA MAMMA
Musica per vederli crescere

Corso collettivo per mamme e bambini dai 2 ai 5 anni.

PRESENTAZIONE RISERVATA AI GENITORI:
Martedì 23 Febbraio 2016 – ore 20:30
presso TraLeBraccia – Via Pagani 21, Arzignano (VI)

Ogni bambino è un piccolo mondo. Anche se piccolo ciò non significa che sia privo di una propria coscienza. Rispettare questo piccolo mondo, accoglierlo e ascoltare i suoi tempi, senza giudizio e senza pressione. Questo è il compito degli adulti. Connettersi al bambino attraverso il gioco è il modo più naturale per accompagnarlo nel suo percorso come individuo.

Durante la presentazione ti verranno spiegati i principi teorici del corso e proverai in prima persona alcuni giochi musicali. Avrai modo inoltre di farmi domande specifiche di tuo interesse. Si consiglia un abbigliamento comodo.

Per scoprire di più clicca qui oppure

Eventbrite - SUONA CON LA MAMMA - PRESENTAZIONE PER I GENITORI - Arzignano PER ARZIGNANO

MUSIC & ART per adulti stanchi di andare di fretta

MUSIC_ART_GENERALE

Martedì 12 Gennaio 2016

dalle 20:30 alle 22:30
presso M’io – Contrà San Pietro 67, Vicenza

Una serata all’insegna del suono e del colore per poterti prendere un momento di ascolto e creatività.
Ti verranno proposte attività di ascolto ed esercizi di movimento accompagnati dal suono dell’arpa per prendere più coscienza del tuo corpo, del tuo respiro e dei tuoi pensieri.
Sarai accompagnato nel mondo dei colori attraverso diverse tecniche espressive per poter usare tutti e cinque i sensi e ritrovare la serenità del qui ed ora.

Non sono richieste abilità specifiche ma solo tanta voglia di rilassarsi e di ridere!

Conducono:
Alessia Bianchi – arpista e musicoterapista
Giulia Dal Lago – artista ed esperta in laboratori esperienziali

Costo: 25€ a serata

Sopra le 10 persone il corso si terrà a Natura Infinita, Contrà San Marco 8 a Vicenza

Eventbrite - MUSIC & ART - Per adulti stanchi di andare di fretta

MUSICOTERAPIA PER ADULTI…stanchi di andare di fretta!

musicoterapia_adulti

MUSICOTERAPIA PER ADULTI..
..stanchi di andare di fretta..

SERATA DI PRESENTAZIONE:

Martedì 29 Settembre 2015 – dalle 20:30 alle 21:30
Presso M’io – Contrà San Pietro 67, Vicenza

Quante volte riusciamo a prenderci un momento per ascoltare le nostre emozioni e il nostro corpo?
Spesso siamo di corsa, senza freni, e prenderci del tempo per noi ci sembra inutile, non necessario ma soprattutto una perdita di tempo. E così, piano piano, ci dimentichiamo di noi. Lasciamo andare il nostro corpo come una macchina senza consapevolezza e non ascoltiamo più i nostri pensieri buttandoci nella routine.

Fermarsi ed ascoltarsi si rivela invece guadagnare tempo, significa fare le giuste scelte e fare ciò che davvero ci piace e non ciò che “si deve”.

Ho la fortuna di avere come strumento la musica per accompagnare le persone ad un contatto più profondo con se stesse. La possiamo chiamare musicoterapia, perché così capiamo che la musica non è il fine, ma quello che faccio non è “curare” ma semplicemente ascoltare.
Attraverso la musica aiuto le persone a rilassarsi, ad ascoltarsi e a muoversi con il proprio corpo, per renderle più consapevoli dei passi che fanno nel mondo e di come li fanno.

Come?
Improvvisando all’arpa e al pianoforte musiche sui loro movimenti, gesti ed emozioni. Esatto, emozioni. Non esiste gesto del nostro corpo che non sia legato ad un’emozione.
Ricalcando i movimenti delle persone, proponendo loro degli esercizi di contatto corporeo, di movimento libero e altre proposte con strumenti musicali usati in maniera non convenzionale.

In questo modo prendo le persone per mano e le accompagno verso il “non fare”, le aiuto a fermarsi.

Se vuoi provare nel concreto quello di cui sto parlando ISCRIVITI CLICCANDO QUI alla serata di presentazione dedicata ai laboratori di Musicoterapia per adulti.
La stessa sera sarà presente con me la mia collega Giulia Dal Lago, arteterapista, che parlerà di un altro modo per raggiungere la felicità attraverso l’arte.
Vi esporremo i nostri lavori e i progetti che abbiamo in mente in collaborazione l’una dell’altra per l’anno 2015/2016.

Vi aspetto!

LA NASCITA DELLA PAROLA

paroleLa nascita della parola è un cammino che ci riporta indietro al tempo dei nostri antenati e ci fa riflettere sul suono, sulla voce e sulla musica.

Ogni suono pronunciato è la nostra personale musica. La nostra voce parla di noi.
Non pensiamola come semplice vibrazione di corde vocali. La voce nasce in un corpo che è prima di tutto uno strumento che risuona, vibra, si tende e si rilassa.
La voce non può nascondere le nostre emozioni. Dice agli altri come stiamo, se siamo tesi o rilassati, se abbiamo fretta, se siamo pensierosi, se siamo curiosi.
Come i nostri gesti parlano del nostro stato d’animo così fa la voce. La differenza è che la nostra voce vibra anche in chi ci ascolta.
Quante volte vi siete agitati di fronte ad una persona con un tono di voce acuto, teso e senza respiri? E quante altre volte invece vi siete sentiti cullati dal suono di una voce grave, risuonante e con respiri lunghi?
Se ci fermiamo a pensare abbiamo davvero un enorme potere in mano e spesso non lo sappiamo controllare.

No, perché le emozioni non chiedono il permesso. Loro divampano in noi senza chiedere, ci travolgono e ci fanno muovere nel mondo. Anche la persona più “controllata” della terra ci sta parlando del suo vissuto. I suoi silenzi o i suoi pochi gesti a volte parlano più di mille suoni. O sbaglio?

Dunque la voce è con noi sempre e da sempre.parola_bambino
Pensiamo ai nostri amici primitivi: come comunicavano se non con dei suoni vocali e gesti descrittivi?
E cosa esprimevano questi suoni? Stati d’animo, sicuramente, ma soprattutto descrivevano il mondo. La voce dunque diventa traduttrice di ciò che li circonda. All’inizio sono vocalizzi, poi onomatopee ed infine arriva lei: la parola.

La parola è nata per descrivere il mondo. Non è un codice convenzionale ma è frutto dell’ascolto, della connessione profonda e viscerale con i suoni del mondo. E’ la riproduzione di ciò che ci circonda.

Abbiamo la fortuna di vederla nascere, con lo stesso processo che c’è stato per i nostri antenati, nei bambini.
I bambini, tutti noi, per prima cosa osservano e ascoltano. I loro gridolii  e vocalizzi all’inizio esprimono le loro emozioni, il loro stato d’animo. Non sono fisiologici no. Ci parlano del loro vissuto e sono l’inizio, la prima goccia che sgorga dalla roccia e che ben presto formerà il fiume.

Le prime parole nascono per imitazione degli adulti e dei suoni che li circondano.

Ma la parola cos’è se non canto?
Pensiamo all’intonazione che diamo a seconda di ciò che vogliamo esprimere. Pensiamo al ritmo che hanno tutte le parole che, ci tengo a sottolineare, non è la scansione in sillabe. Il ritmo è la successione di accenti forti e piani che si formano nel linguaggio. Questi accenti non sono tutti uguali, non sempre.
La parola, il linguaggio, è fatto di silenzi, di pause, di durate. Non è forse musica questa?

lavagna02Perché allora ci ostiniamo a volerla insegnare come codice convenzionale? Come piccole sillabe senza senso unite in maniera uniforme e incolore.
Provate a parlare pensando a tutte le sillabe di ogni parola. Ciò che ne esce è una parlata robotica e persino essa non è priva di musica.
Ma perché non far sentire questa poesia ai bambini? Perché non cantare con loro, dargli il tempo di ascoltare, così che ognuno possa fare del proprio mondo interiore una melodia?

Questo è quello che succede durante i corsi in musica dedicati ai bambini piccoli e alle loro mamme.
Li chiamo corsi in musica perché essa è il filo che regge ogni cosa, ogni movimento, gesto, sguardo, respiro e ogni parola. Il canto ha un ruolo essenziale durante gli incontri. Esso aiuta i bambini durante la nascita del linguaggio e li accompagna alla scoperta del mondo con gioia!

 

IL GIROTONDO

girotondoIl canto e gioco del girotondo è comune ai paesi del mondo. Il girotondo viene utilizzato all’interno della famiglia, quando un bambino incomincia a voler camminare. Un bambino piccolo ritrova nel girotondo le emozioni già conosciute all’interno del grembo materno. I genitori ed i parenti più stretti compiono il girotondo con il bambino.

“Casca il mondo…”
Il “MONDO” del GIROTONDO è il MONDO degli AFFETTI attraverso il quale si sta strutturando la VISIONE del MONDO del bambino.
“Casca la terra…”
La “TERRA” è il terreno sul quale il bambino sta imparando a camminare.
“Tutti giù per terra!” è il momento nel quale tutti i familiari cadono con il bambino. Il bambino vede così festosamente e gioiosamente rispecchiato, nel cadere di tutti, il suo stesso cadere. Questo cadere, che coinvolge tutti, incita il bambino a rialzarci per ricadere fino a quando avrà superato le incertezze del principiante. Egli è al principio della sua vita. Egli non è lasciato solo, nelle sue cadute, nei suoi errori, nelle sue incertezze; egli è Gioiosamente sollecitato a rialzarsi perché un errore non comprometta il buon esito successivo. Il gioco del girotondo incoraggia il bambino a rialzarsi, proprio perché “tutti” sono caduti con lui. […] Nel gioco del girotondo l’errore del bambino (il non riuscire a reggersi a lungo in piedi) viene letto e corretto girotondonell’agire in gruppo. […] Con il bambino piccolo si ride e si canta perché si rialzi. Il bambino così diviene tenace nel suo rimettersi alla prova. […]

Tratto da: Dal suono al segno, Giulia Cremaschi Trovesi e Mira Verdina

Il gioco del girotondo è l’ultimo gioco che propongo ad ogni incontro in musica con i bambini. Lo uso per far capire che l’incontro sta finendo, che è l’ultimo momento da passare insieme in quel giorno. Ci si riunisce tutti, ci si tiene per mano, mamme e bambini, ci si guarda negli occhi e si ride cantando e girando per concludere nella gioia l’incontro.
“Ancora, ancora!”
I bambini non si fermerebbero mai! E noi adulti li assecondiamo, a volte con il fiatone, altre volte tornando anche noi entusiaste come i piccoli. “Casca la terra, tutti giù per terra!”.
E tutti vanno giù. Ci sono bimbi che non appoggiano nemmeno il sedere per terra perché sono già pronti per il prossimo giro. Eh no, tutti giù, giù il sedere! Si deve sentire la fatica di rialzarsi e riprovare. Altrimenti non vale!

 

COM’E’ NATA LA SCRITTURA MUSICALE

Oggi vorrei parlare di come è nata la scrittura musicale. Essa nasce dall’esigenza di tramandare le melodie dei canti devozionali cristiani.

Come molti di voi sapranno, fino circa al IX secolo i canti venivano tramandati mnemonicamente, senza l’aiuto di alcuna scrittura. Solo se conoscevi (quindi avevi già sentito) la melodia potevi cantarla, altrimenti non vi erano supporti.

NEUMI_CAMPO_APERTONel VIII secolo, osservando i movimenti del direttore del coro, alcuni monaci iniziarono ad annotare sopra al testo del canto alcuni segni di ascesa e discesa che vennero chiamati segni chironomici (dalla parola greca cheir, mano).

Questi segni aiutavano i cantori a capire se la voce doveva salire, fermarsi o scendere e agevolavano così la memorizzazione dei canti.

I gesti della mano del direttore difatti rispecchiavano ciò che realmente la voce faceva dentro al corpo: essa viaggiava nelle diverse cavità risonanti, dalle più gravi (la mano era verso il basso) alle più acute.

Ecco che i primi accenni di scrittura musicale sono nati dall’uomo in ascolto con il proprio corpo e con il mondo che lo circonda.

Da questi semplici segni si venne a poco a poco a sviluppare un sistema di segni chiamati neumi che indicavano uno o più suoni, riferiti alle note o alla nota che si doveva cantare.

Questi segni però avevano un limite: non facevano capire la distanza delle note ma solamente la loro ascesa o discesa. Vengono chiamati neumi in campo aperto perché non avevano riferimenti ma solo il compito di agevolare la memoria.CHIAVI_MUSICALI

Un passo avanti per la scrittura musicale si fece introducendo una o più linee che corrispondevano ad un determinato suono così che i neumi potessero essere scritti sopra o sotto a seconda della distanza dal suono di riferimento. I primi tre suoni di riferimento furono il DO il FA e il SOL, corrispondenti alle lettere C, F e G secondo la scrittura dell’epoca. L’evoluzione di queste lettere ha portato alla nascita delle nostre chiavi musicali.

Intorno al XI secolo furono infine introdotte 4 linee (tetragramma) e i neumi vennero scritti sulle linee o sugli spazi tra di loro. Iniziarono ad avere una forma quadrata e ad uniformarsi.

TETRAGRAMMAFu in questo secolo che un monaco di nome Guido D’Arezzo diede un nome alle note musicali e iniziò il percorso che portò alla nostra attuale scrittura musicale. Egli capì che per imparare un canto è necessario che i suoni siano incorporati nella memoria, ovvero che sia chiaro il movimento sonoro dei suoni all’interno del corpo.

Ispirandosi all’Inno di San Giovanni ottenne la scala musicale mettendo in fila la prima nota d’ogni strofa. Ad ogni nota corrispondeva la prima sillaba di ogni verso, da qui l’idea di dare a quella nota il nome della sillaba. Ecco il testo dell’inno:

UTqueant laxisINNO_SAN_GIOVANNI

REsonare fibris

MIra gestorum

FAmuli tuorum

SOLvi polluti

LAbii reatum

Sancte Joannes

 

Fino al 1600 le note furono chiamate: UT RE MI FA SOL LA. Il SI nacque dall’avvicinamento delle due lettere iniziali di Sancte Joannes, il verso che conclude il canto.

Nel 1600 UT venne chiamato DO, più facile da pronunciare. La proposta fu fatta da G.B. Doni e difatti si tratta della prima sillaba del suo cognome.

Ecco che questa scala, alla quale ogni suono corrispondeva un nome, divenne di grande utilità ed importanza nell’insegnamento perché aveva la funzione di modello fisso della successione dei toni e semitoni.

La bellezza di questo frammento di storia della musica è che niente di tutto ciò sarebbe potuto accadere se l’uomo non si fosse messo in ascolto del proprio corpo e non avesse sentito che i suoni “viaggiano” al suo interno facendolo vibrare come uno strumento musicale.

Riferimenti:

  • Nuova storia della musica – Riccardo Allorto
  • Il mio primo libro di musica – Paola Beltrami

Insegnare ai bambini a leggere e scrivere la musica ripercorrendo questo lungo viaggio è fondamentale per far si che rimanga impresso nella loro memoria.

Se ti interessa scoprire il corso di avviamento alla lettura e scrittura musicale che ho ideato per i bambini, visita la pagina di LE NOTE SONO OTTO.

IL RITMO DELLA VITA

DONNA_INCINTA

Cosa si intende per “ritmo della vita“? Io ho questa idea…

Immaginati ad occhi chiusi, avvolto in un liquido caldo e dondolante. Quello che percepisci è un ritmo, costante, sempre presente: tum tum – tum tum – tum tum…
Ogni tanto ne arriva un altro: pum pum – pum pum – pum pum…più grave, più pesante…il pum di un passo che percorre il mondo.
Gorgoglii, cascate, trombette, rumori strani e poi lei, quella voce, quella che riconoscerai in mezzo a mille per il resto della vita, sta parlando di te, ora canta per te. E’ un canto che ti entra nel corpo, ti avvolge e ti protegge. Ci sono altri suoni che attraversano il tuo involucro e arrivano come massaggi sulla tua pelle delicata e sulle tue piccole ossa.
A volte ci sono rumori bruschi che ti spaventano, altre volte suoni delicati ma decisi, che entrano dentro di te e ti fanno vibrare, muovere, stirare!
Poi, ad un certo punto, qualcosa ti fa muovere e in fretta e furia cambi ambiente! Quanta luce, che succede? Dov’è il mio riparo? Dove sono tutti i suoni che sentivo sul mio corpo? Cos’è questo improvviso silenzio?

Avete capito di cosa sto parlando? Ecco cosa abbiamo vissuto tutti quanti nei nove mesi di gravidanza nel grembo materno: ritmo e suoni sul nostro corpo, sulla nostra pelle.Mothers And Babies At Music Group
Se ci pensate, l’orecchio si forma al quinto mese ed è il primo organo totalmente formato del feto, ma il bimbo ascolta già da prima.
Si, perché ascoltare non significa solo udire con l’orecchio. Ascoltare coinvolge tutto il corpo, le onde vibratorie dei suoni vibrano in noi appena vengono in contatto con le nostre casse di risonanza.
I bambini sono ancora molto legati alle sensazioni del grembo materno, nascono con questo bagaglio di conoscenze, nascono con il ritmo impresso nel corpo, incorporato. Sanno ascoltare con tutto se stessi.
Ecco perché giocare con i suoni per loro è così naturale! Siamo noi adulti che crescendo ci siamo dimenticati di saper ascoltare, cantare e ballare a ritmo. Ma loro no, loro se lo ricordano bene, ricordano ancora il grembo materno e i suoi suoni, e lo dimostrano ad ogni gioco musicale gli si propone.

Fotos Gymboree Mundo (61)Il mio compito quindi quale sarà?
Offrire delle opportunità, mettere a disposizione strumenti e lasciare spazio alla loro creatività, al loro tempo e al loro gioco. Guidarli, senza forzarli, prenderli per mano e scoprire con loro questo mondo di suoni, di ritmi e giochi che si possono creare con il corpo e con gli oggetti. La parola Gioco ha la stessa radice della parola Gioia. Immergersi nel gioco con loro significa divertirsi con loro, scherzare, ascoltare, ammettere i propri errori e lasciare la mente aperta alla scoperta di nuovi modi possibili di suonare, ballare, correre, saltare!

Nel mio lavoro con questi piccoli maestri cerco sempre di tenere in mente queste parole:
“E’ vero maestro non colui che ti dice qual è la strada da percorrere, ma colui che ti apre gli occhi e ti fa vedere le tante strade sulle quali tu puoi liberamente inoltrarti”*

*Gianfranco Zavalloni